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La Voce Di Canto

Il corso di Ear Training si concentra sull'importanza del timbro vocale e sull'estensione delle diverse voci umane, suddivise in soprano, mezzosoprano, contralto, tenore, baritono e basso. Viene esplorato il belcanto, un metodo di canto che enfatizza la respirazione diaframmatica e l'uso dei risuonatori per migliorare la qualità del suono. Inoltre, il documento tratta le tecniche vocali, la fonetica e l'importanza di un allenamento sistematico per il canto.

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La Voce Di Canto

Il corso di Ear Training si concentra sull'importanza del timbro vocale e sull'estensione delle diverse voci umane, suddivise in soprano, mezzosoprano, contralto, tenore, baritono e basso. Viene esplorato il belcanto, un metodo di canto che enfatizza la respirazione diaframmatica e l'uso dei risuonatori per migliorare la qualità del suono. Inoltre, il documento tratta le tecniche vocali, la fonetica e l'importanza di un allenamento sistematico per il canto.

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Corso di Ear Training

La voce, respiro e
risonanza
TUO NOME

M° Eddy Serafini
INDICE

1. Introduzione

2. La voci e la loro estensione

3. La voce di tenore e il belcanto

3.1 Il Bel Canto

3.2 La respirazione.

3.3 I risuonatori

3.4 La Fonetica
1. Introduzione

La connotazione di base del timbro: il timbro può essere inteso come il colore
del suono, che è uno degli attributi importanti del suono. La voce di una persona può
essere distinta dalle altre per il timbro. L'arte vocale non è solo un'arte del canto che
utilizza la voce umana come strumento, è anche un elemento importante che forma
le caratteristiche uniche dell'esecutore. In generale, il timbro è unico, quindi il timbro
è anche il tratto unico della personalità di una persona.
L'importanza del timbro nel canto vocale In base alla differenza delle voci
umane, le voci maschili e femminili possono essere suddivise in: soprano,
mezzosoprano, contralto, tenore, baritono e basso.

2. La voci e la loro estensione

L'estensione vocale è l'ambito dei suoni che la voce umana può produrre,
generalmente variabile tra 80 Hz e 1500 Hz circa.
Esistono sei tipi principali di registri vocali:
 soprano: è la più acuta tra le voci femminili, mediamente diffusa. Rientrano in
tale registro vocale anche gran parte delle voci bianche. L’estensione vocale
tipica va dal do centrale al do sovracuto (do4 – do6), salvi i casi in cui
raggiunge qualche nota ulteriore verso l’acuto.
Il soprano a seconda del ruolo può essere: ccccccccccc

 mezzosoprano: voce femminile intermedia e più diffusa. Rientrano in questo


registro anche una parte delle voci bianche. L’estensione è solitamente di oltre
due ottave, dal la grave al si bemolle acuto (la3 – si♭5). In alcuni casi
raggiunge anche il si5 ed eccezionalmente il do6.
????

contralto: è la più profonda e rara delle voci femminili, con un’ampia


estensione solitamente compresa nelle due ottave tra il fa grave ed il sol acuto
acuto (fa3 - sol5). ????
tenore: si tratta della più acuta tra le voci maschili, con estensione
convenzionalmente compresa nelle due ottave tra il do della seconda riga e il
do della quarta (do3 - do5). Può eventualmente raggiungere il re5, ed
eccezionalmente il mi5 nel caso dei c.d. tenori contraltini. ????

baritono: voce maschile intermedia e più diffusa, convenzionalmente


compresa nelle due ottave tra il la grave e il sol acuto (la2 – sol4),
raggiungendo in qualche caso anche il la4. ????

basso: è la più grave tra le voci maschili e in assoluto il registro vocale più
profondo, con estensione vocale generalmente dal mi grave al mi acuto (mi2 -
mi4). Timbro già di suo abbastanza raro, può eccezionalmente scendere fino
al do ultra-grave (do2) nel caso dei c.d. bassi profondi. ????

3. La voce di tenore e il belcanto


Ora affronterò le caratteristiche esecutive del belcanto legate alla voce di tenore.

In musica il termine tenore definisce un tipo vocale e il cantante che lo possiede.


Quello di tenore è il più acuto dei registri vocali maschili e la sua estensione è
convenzionalmente fissata, per il repertorio solistico, nelle due ottave comprese tra
il do2 e il do4, che è detto do di petto se eseguito di forza, come nella prassi
moderna, e che rimane comunque una nota eseguita piuttosto raramente, tant'è che
spesso l'estensione non supera il la3.

Il tenore può classificarsi in diversi tipi : tenore leggero, tenore lirico, tenore lirico
spinto o lirico drammatico, tenore drammatico o di forza, controtenore.
Adesso, studiamo ora i principi della vocalizzazione umana. Sappiamo che
l'emissione e la propagazione del suono sono provocate dall'applicazione di una
forza esterna attraverso la "sorgente sonora" per farla vibrare, formando un'"onda"
nell'aria. Il timpano dell'orecchio umano può percepire le onde che vibrano all'interno
di un una certa gamma di frequenze, cioè viene comunemente definita "onda
sonora". Le frequenze e i ritmi delle "onde sonore" vengono trasmessi al cervello
umano attraverso la membrana del timpano dell'orecchio umano (orecchio esterno)
per poi passare ai tre ossicini (orecchio medio) e infine alla coclea (orecchio interno).

Ora affrontiamo le tecniche vocali del canto:


3.1 Il Bel Canto

Il “Bel Canto” è uno stile nato a Firenze, in Italia, nel XVII secolo. Ha una storia
di oltre 300 anni. Ha conquistato un vasto pubblico per il suo bel timbro, la melodia
morbida, la rigorosa distinzione tra le parti e l'enfasi sull'armonia e sull'unità delle
aree sonore. Ha preso in prestito metodi scientifici di produzione vocale per avere
una grande plasticità nel volume, un respiro coerente, una connessione fluida e
uniforme tra le note e frasi di coloratura fluide e flessibili nonché utilizzare la
risonanza per ampliare la gamma dei suoni, ecc.
Ha una grande influenza sul mondo attraverso vari modi di canto: aria, recitativo,
coro, canzone d’arte e cantata.
Come arte vocale, il bel canto si sviluppa principalmente sulla base della lingua
nazionale italiana. Quando si cantano opere cinesi utilizzando il metodo del bel canto
occidentale, è necessario pronunciare le parole chiaramente garantendo al tempo
stesso la morbidezza del suono, il che è piuttosto difficile. Il motivo fondamentale è
che nella lingua italiana c'è una grande distanza tra le "vocali" e le "consonanti", cosa
ben diversa dalle abitudini di articolazione cinesi.
La didattica della musica vocale attinge dal canto belcantistico. Per prima cosa
bisogna prestare attenzione ad abbassare la posizione della laringe; il palato molle
deve essere sollevato per garantire l’innalzamento della parete faringea posteriore, in
modo che possa essere stabilita una cavità faringea stabile.
Le vocali fondamentali in italiano (a, e, i, o, u) vengono spesso utilizzate per
imparare l’emissione e la risposta del suono, come pure l’uso delle doppie vocali (ie,
ui, ea, ecc). Articolando le cinque vocali alla distanza più vicina, il suono può uscire
più dolcemente e su questa base si può trovare la risonanza. Si deve prestare
maggiore attenzione anche al suono ronzante della pratica e cercare di trovare la
posizione alta del suono. In questo modo il tuo canto diventerà più dolce e coerente.

3.2 La respirazione

La respirazione raccomandata è in genere quella detta diaframmatica: dopo


l'inspirazione, varie fasce muscolari, tra cui gli addominali inferiori, vengono tesi per
dosare in modo controllato il fiato.

La voce si produce all'altezza della laringe, organo dentro il quale si situano le corde
vocali. Per una buona emissione, qualunque sia il genere praticato, la voce dovrebbe
essere limpida, cercando di evitare la presenza di aria. Nel canto lirico, in cui le
vocali tendono a essere pronunciate in modo uniforme, i suoni sono indirizzati verso
la "maschera", ossia la parte del viso compresa tra bocca e fronte, e in particolare la
zona dei seni paranasali.
La forza del suono dipende dalla quantità di flusso d'aria che fa vibrare le corde
vocali. La dolcezza del suono dipende dalla quantità di flusso d'aria che proviene
dalla vibrazione delle corde vocali in ciascun organo di risonanza, e tutti questi flussi
d'aria arrivano dagli organi respiratori umani. Pertanto, l’utilizzo di una respirazione
corretta e di un buon supporto respiratorio è diventato una parte importante
dell’allenamento vocale.
Quando canti, dovresti inspirare profondamente attraverso il naso e la bocca. Alcune
persone usano "annusare i fiori" o "sbadigliare" per paragonare l'inspirazione al
canto. Quando si inspira la bocca deve essere rilassata; è necessario mantenere la
sensazione di inspirazione, l'espansione della linea di cintura di entrambe le costole
ed espirare lentamente e in modo controllato.
3.3 I risuonatori
Poiché il suono prodotto dalle corde vocali è molto piccolo e sottile, non è piacevole
da ascoltare e non può essere utilizzato come voce cantata. La risonanza è una
condizione molto importante che determina la bellezza e la qualità dei diversi timbri
del canto.

Il canto utilizza diversi risuonatori:


- la risonanza della cavità cranica ovvero la risonanza prodotta dall'apertura della
cavità rinofaringea; talvolta produce una sensazione di vibrazione nella testa, per
questo viene chiamata risonanza della cavità cranica.
- la risonanza della maschera che si riferisce alla risonanza del suono nella cavità
nasofaringea sopra la cavità media della gola, dalle tempie su entrambi i lati delle
guance al centro delle sopracciglia. La risonanza della maschera la troviamo davanti
alla fronte, leggermente sotto gli occhi, davanti alle ossa frontali su entrambi i lati e
dove i denti sono aperti la corretta posizione del suono.

3.4 La Fonetica
Le vocali sono quei fonemi che si articolano mediante la vibrazione delle pliche vocali
(o corde vocali), al passaggio dell'aria espiratoria, la quale determina la qualità della
voce. Esse possono vibrare tra loro in modo periodico e regolare (velocissima
apertura e chiusura ripetitiva periodica delle corde vocali) determinando quindi la
cosiddetta voce modale; possono avere una parte che vibra in modo regolare mentre
un'altra che è completamente aperta determinando la voce mormorata; oppure la
parte più debole delle pliche vocali può vibrare in modo lento e irregolare e invece la
restante parte essere completamente chiusa determinando la voce cricchiata (voce
prodotta con una frequenza di vibrazione delle pliche vocali molto bassa).
Esistono diverse vocali che non si realizzano tutte allo stesso modo; in particolar
modo differiscono per la configurazione della lingua, che può muoversi in senso
verticale realizzando vocali alte, medio-alte, medio-basse o basse, in senso
orizzontale realizzando le vocali anteriori (o palatali), centrali e posteriori (o velari).

Assieme alle caratteristiche esecutive di altezza e di anteriorità-posteriorità vanno poi


aggiunti quelli di nasalizzazione e arrotondamento:
 la nasalizzazione dipende dalla posizione del velo palatino e permette di
formare vocali nasali oppure orali, se il condotto orale e nasale sono
rispettivamente collegati o separati: la nasalità è data dalla risonanza dell'aria
nelle fosse nasali.
 l'arrotondamento dipende dalla posizione delle labbra e permette di formare
vocali arrotondate o non arrotondate se le labbra sono, rispettivamente,
protese in avanti o distese.
Le consonanti sono quei fonemi che si realizzano tramite restringimento o totale
chiusura degli organi del tratto orale.
Come le vocali, anche le consonanti differiscono tra di loro. Si distinguono per modo
di articolazione, luogo di articolazione e coefficienti laringei.
 luogo di articolazione: dipende dagli organi articolatori che formano
consonanti bilabiali, labiodentali, dentali, alveolari, retroflesse, post-alveolari,
palatali, velari, uvulari, faringali, glottidali (non tutte presenti in italiano)
 modo di articolazione: dipende dal tipo di diaframma, se blocca il flusso
dell'aria in uscita si formano le consonanti ostruenti (occlusive, affricate,
fricative) se l'aria non è ostruita si formano le consonanti sonoranti (nasali,
laterali, vibranti, approssimanti)
 coefficienti laringei: dipendono dal meccanismo laringeo, se è messo in
moto si formano le consonanti sonore, se non è messo in moto le consonanti
sorde.
La prima distinzione che bisogna prendere in considerazione però è quella tra
le consonanti polmonari e le consonanti non-polmonari, non prodotte cioè
dall'aria proveniente dai polmoni: esse possono essere click (prodotte con uno
schiocco della lingua o delle labbra), consonanti implosive (prodotte mediante
l'inspirazione dell'aria al posto dell'espirazione), e consonanti eiettive (prodotte
con un innalzamento o un abbassamento della laringe). Di queste non
parleremo in quanto non sono neanche presenti nel sistema linguistico orale
italiano (possiamo trovarli in alcune lingue dell'Africa occidentale).

In breve, il canto deve trovarsi in uno stato molto naturale, il che richiede un
allenamento sistematico.
Padroneggiare il metodo corretto e scientifico è una parte importante del nostro
apprendimento della musica e tecnica vocale.
Bibbliografia e sitografia:

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